Abitare al maso Herolerhof, Luson
A circa 1.600 metri di altitudine, immersa nella quieta vastità dell’altopiano di Luson, nasce al maso Herolerhof un’abitazione che non vuole essere tanto un oggetto quanto un atteggiamento: espressione di rispetto per il luogo, la storia e la natura. L’architettura non cerca il contrasto, ma una silenziosa evoluzione di ciò che è familiare.
Ispirandosi ai masi tradizionali della Valle Isarco, il volume si articola con chiarezza: un piano basamentale intonacato di bianco, sovrastato da rivestimenti in legno di larice e coronato da classici tetti a due falde con copertura scura.
Elementi contemporanei - ampie vetrate senza cornice, parapetti metallici precisi, dettagli ridotti all’essenziale - non si impongono, ma affinano l’immagine complessiva, fondendo antico e nuovo in un’unità naturale. L’edificio si inserisce con sensibilità nel pendio dolcemente ascendente; prati modellati lo fanno apparire come cresciuto spontaneamente dal terreno.
Il piano terra forma un basamento compatto organizzato attorno a una corte interna protetta dal vento - un centro silenzioso che unisce arrivo, incontro e quotidianità. Da qui si accede agli appartamenti tramite ascensore e percorsi esterni, mentre il negozio agricolo con sala degustazione apre la vita contadina verso l’esterno. Qui non si vende soltanto, ma si racconta: del lavoro, delle stagioni e dell’origine dei prodotti.
Nel piano interrato si trovano l’autorimessa, i posti bici, depositi, locali tecnici e spazi per l’attività agricola - funzionali, robusti e integrati nella topografia senza impatto visivo.
Sopra, tra piano terra e primo piano, si sviluppa l’abitare vero e proprio: due appartamenti privati per la famiglia contadina e alloggi per gli ospiti che desiderano condividere temporaneamente la vita del maso.
Il piano superiore si presenta come due corpi edilizi distinti con tetto a due falde posati sul basamento - una composizione che richiama le strutture rurali cresciute nel tempo e allo stesso tempo genera ampie terrazze.
Entrambi gli appartamenti privati si aprono con grandi vetrate verso il paesaggio; interno ed esterno si fondono, rendendo montagne, boschi e cielo parte integrante dell’abitare.
Le piante seguono una logica chiara: zone giorno comuni per cucinare, mangiare e vivere, affiancate da ambiti più raccolti e privati, completati da spazi funzionali come dispense, lavanderie e cabine armadio.
All’interno prosegue la sobrietà progettuale. Un linguaggio formale essenziale, tonalità naturali calde e materiali di alta qualità creano un’atmosfera di quieta intimità.
Pavimenti e superfici in frassino e abete bianco, finiture a calce in delicato grigio, tessuti in lino e lana naturale e un blocco cucina scolpito con precisione in quarzite e finitura Fenix compongono un insieme armonico.
Ogni elemento è autonomo e proprio nella sua semplicità acquista forza. Gli spazi vivono di luce, di viste e della matericità percepibile - un abitare che non vuole rappresentare, ma rasserenare.
Anche dal punto di vista energetico l’edificio segue il principio di autonomia e sostenibilità. Progettato come CasaClima A, è riscaldato da un impianto a cippato alimentato dal bosco di proprietà. Un impianto fotovoltaico in copertura completa il concetto, mentre la tecnologia domestica è orientata con coerenza a efficienza e comfort abitativo.
Dati e fatti
Luogo: Luson
Commitente: Famiglia Federspieler
Consegna: 2025
Foto: © Alex Filz